Chi mi conosce sa da quanto tempo sto lavorando sul progetto "Life in a Sketch", per circa due anni affinando le idee e, da luglio 2014, operativamente.

Mi ricordo ancora i primi messaggi mandati alla mia migliore amica Tatiana…

…chi è Tatiana?? E' l'amica mia che ormai ha una testa così a sentirmi parlare di foto ai fumettisti!!!!

Chiusa la parentesi ironica, ricordo i primi messaggi che le ho mandato "Taty!!! Domani vado a Gardaland!!!" e "Domani in Arena, cavolo, sìììì", e ancora "Pazzia: vado a Falconara!". E con quanta pazienza mi ha supportato nei momenti di depressione post-fotografica, quando nessuno scatto sembrava funzionasse…

E questo post vuole fare un salto indietro proprio a quest'estate, alle prime uscite fotografiche, alla prima parte dei set per l'esattezza: ricordi che potrei tenere benissimo per me, ma che voglio condividere con tutti voi. Dopotutto Life in a Sketch è un progetto al quale sono molto affezionata e se non fossi così sensibile non avrebbe lo stesso significato…

 

La piovosa estate 2014 ci lascia un po' di pace.

 

Ed eccoci a Gardaland: tre volte in un anno, tre volte a lavorarci.
Abbiamo preso una splendida giornata di sole dopo continui rimandi e rimandi e rimandi, ma ce l'abbiamo fatta: siamo qui per il set fotografico di Stefania Marino Gambazza! Naturalmente con noi c'è anche Simone, già che ci siamo ne approfittiamo per fare qualche scatto per le prossime attività di Think Comics…

La giornata, dopo un po', si rivela caotica ed afosa: scegliamo subito di iniziare sotto Raptor, tanto per "riscaldare le matite", la gente si ferma e ci guarda ridendo mentre Simone lavora di backstage con l'inseparabile iPhone. Il coaster ci passa sopra le teste, io mi stendo per terra per prendere il treno che passa sopra la testa di Stefania nel momento giusto: lei si distrae, ma in un momento di distrazione ha un'espressione talmente tranquilla e rilassata che mi fa dire… sì, una delle foto del libro sarà questa!!!

 Poi in movimento verso l'area Hawaii ma, vedendo il dinosauro del cinema 4D ho un'ispirazione alla Spiderman… finalmente al fresco della cascata, dove a Stefania viene l'idea di rappresentare i suoi personaggi mentre fanno il bagno… ma il momento più bello arriva quando siamo davanti a Ramses: la gente che si ferma incuriosita, Simone che preso dalla fame va a comprare un kebab e i tentativi di far sembrare Stefania veramente davanti alla Valle dei Re a far copia dal vero! Due, tre, quattro tratti, e l'Egitto è su carta!
Nel pomeriggio… beh… casualmente avevamo i costumi da bagno… casualmente ci siamo presi un pomeriggio di relax… e siamo andate a farci il bagno nel lago! Ricordo bene di come le parlavo del progetto, dell'entusiasmo, dei sogni e dei progetti, delle possibili partecipazioni… era tutto ancora segreto tranne che a pochi, ed era veramente eccitante…

Poi, qualche giorno dopo, è toccato a "King" Simon Panella partecipare al secondo set: con lui, veronese di adozione, siamo andati a Verona, dentro l'Arena… l'ispirazione per andare proprio lì mi era venuta settimane prima mentre stavo mangiando sushi al ristorante "all you can eat" (e questo ristorante è stato fonte di ispirazione anche per altri set…ma ne parlerò poi).

Con Simon è stato tutto più facile, non c'era granché ressa e l'ambiente si addiceva alla sua persona. Una delle immagini che adoro è quella dove Simon, puntino bianco, è seduto in mezzo alla platea senza nessuno intorno, intento a disegnare: non gliel'ho mai chiesto, ma secondo me sarebbe potuto cadere il mondo che lui, da lì, non si sarebbe mosso…

Dopo diversi scatti in diverse posizioni dell'Arena e decine di gradini fatti (con conseguente sudore e mal di gambe), ci avviamo verso Piazza Dante: non avendo potuto fumare in Arena abbiamo scelto un luogo all'aperto per uno scatto meno impegnato… ed è così che è nata la foto vicino alla statua di Dante: mentre lui è lì in piedi, che disegna appoggiato alla ringhiera, si avvicina un gruppo di turisti giapponesi ed una signora fa capolino incuriosita dietro la sua spalla. Un istante ma eccola… questa è una foto da libro!


Fine estate col botto!

"Quella volta che ho preso la macchina e ho fatto un sacco di chilometri ma mi sono divertita un casino" può essere il titolo del 29 agosto 2014 :D
Sul finire di agostone approfitto di un weekend libero e decido di scattare con Luca Genovese alla mostra di Beta durante Falcomics… qualche giorno prima, curiosando sul sito dell'evento, rimango colpita dal ritratto di Mabel Morri nella pagina degli ospiti… così decido di contattarla, se riuscissi a fare due set in un giorno sarebbe ottimo!

I suoi lavori mi ispirano… libertà, pace, voglia di mare…e nel giro di pochissimo, ecco Mabel entrare a far parte del progetto! Naturalmente cosa abbiamo pensato entrambe? Andiamo a far foto in riva al mare! E così, la mattina del 29 agosto, dopo diverse ore di viaggio, a mezzogiorno sotto il solleone incontro Mabel alla famosa "rotonda sul mare" di Senigallia… pochi chilometri in auto e arriviamo in una spiaggia con poca gente (e dove troviamo parcheggio immediato)… ricorderò sempre questo set come il più bello, nonostante avessimo i minuti contati e le condizioni fotografiche non fossero proprio il massimo (il sole di mezzogiorno è terribile…).

Fotografare coi piedi scalzi ed in acqua è rigenerante: mi sento felice, anche se lo stomaco vuoto comincia a farsi sentire… approfittiamo dell'assenza del bagnino per fare due immagini sulla torretta e poi via, verso Falconara: volevo scattare in stazione, sulla panchina che Mabel descrive in uno dei suoi bellissimi articoli del blog, ma…non c'è più.

Ripieghiamo quindi sulla pausa pranzo-aperitivo assieme a Luca Genovese e Luca Vanzella (e suo marito Roberto). Va un po' per le lunghe: il caldo, le birre, un po' di stanchezza fanno rimettere in moto le gambe a fatica, e dopo molte chiacchiere mi avvio con Luca sul set della mostra di Beta.
La prima parte del set lo sviluppiamo nella sala del Comune di Falconara adibita alla mostra di Beta per l'occasione: mi fermo ad osservare i disegni dal vivo, sono veramente bellissimi, ed è bello vedere le tavole originali con tutte le piccole correzioni… è un po' la cosa che vedrò, con Luca e con altri, nei loro studi, ed è affascinante vedere come le immagini evolvono prima di prendere la loro forma definitiva…

Finita la giornata di Falconara, cerchiamo di fissare un giorno a Bologna, nella stanza-studio da cui si vede la mia amata chiesa San Luca: quella chiesa è simbolo di quando ero bambina, dei pomeriggi per andare su con le suore quando facevo la scuola materna… ed ogni volta che torno a Bologna dai miei, o dalla mia amica, e la vedo… capisco di essere finalmente tornata a casa.

La luce è bassa, la lampada sulla scrivania crea dei giochi di luci, così nascono le forme sulla carta e sul viso: è una situazione che troverò spesso nei set successivi, stimolante e creativa al punto giusto. Due passi, poi, in centro a Bologna, aperitivo prima di rientrare, le foto al bar con la gente curiosa, la passeggiata in via Rizzoli che ha fatto la fine che avete visto già anche voi, nell'elaborazione finale ;)

Dopo qualche settimana di "blocco forzato dei lavori" causa "lavoro primario", finalmente troviamo l'occasione per andare a Trento da Giancarlo Alessandrini!

Giancarlo è una di quelle persone perennemente entusiaste: il set fotografico fatto con lui, capitato proprio a metà dell'intero lavoro, è stata una di quelle molle che mi ha fatto dire "non demordere, Marika: ce la puoi fare!". Una persona curiosa ed affascinata dalla vita, dal lavoro degli altri, un professionista che sa trasmettere la sua passione anche a chi proprio non ne sa mezza di fumetto (ehm ehm ehm).

Dopo la passeggiata davanti al castello di Trento ed un ottimo pranzo, ci spostiamo nel suo studio luminosissimo all'ultimo piano del palazzo: da qui si vedono le Alpi e la città, e a farci compagnia ci sono decine di immagini sulle pareti, tra cui spicca un bellissimo ritratto fatto da sua moglie. Ci sono un sacco di cose in quella stanza che parlano di lui, ed è bellissimo perdersi a guardarle…

Ci sono giornate che parlano da sole.

Sono queste… di cui parlo oggi, dopo una nottata intera sul set di Nightfire come fotografo di scena e diverse ore di sonno arretrato. Mi tornano alla mente subito i primi set di Life in a Sketch, con la consapevolezza che di strada ne è stata fatta, di come sono cambiate le cose dentro di me in pochi mesi e di come questo si riflette nelle immagini. Dopotutto ho iniziato a scattare in piena estate, mentre l'ultimo set che ho fatto parla di neve e di inverno, già il clima esterno è diverso. Quello interno ancora di più.
Ma non parlo di questo. Parlo di tutta la vita che ho incontrato, degli input, dei consigli, delle chiacchiere frivole e di prendere coscienza che in questo progetto c'è molto di più di "una foto al fumettista": ci sono veramente le loro vite, il modo in cui gli ambienti influenzano le loro immagini, il loro carattere (che non possiamo vedere in fiera perché, si sa, in fiera è un'altra vita). Queste immagini hanno parlato, e parlano ancora, di persone con piccoli e grandi successi alle spalle, fallimenti, vita quotidiana. Ed è proprio vedendo queste cose che mi guardo e dico: sì, questo è ciò di cui voglio parlare.
Le mani, le penne, le chine, sono solo un pretesto per raccontare storie di amore e di passione verso il proprio lavoro… e di vittorie personali quando, magari all'inizio della carriera, pochi  immaginavano dove sarebbero arrivati.

Questo progetto sarà dedicato a chi non si arrende, a chi ama il proprio lavoro, a chi non ha mai smesso di usare le proprie mani per trasmettere emozione.