In questa atmosfera prenatalizia (ossia di lavori dell'ultimo minuto e pagamenti in ritardo) mi sono ritagliata una giornata per il progetto Life in a Sketch a Verona: la mattina con Alberto Corradi, il pomeriggio con la giovane Beatrice Zeo Bovo.

La giornata è stata fantastica, e non la smetterò mai di dire che questo progetto è veramente in grado di aprirti la mente. Sì lo so, a volte sono troppo sentimentale, ma che vogliamo farci, sono fatta così, e se fossi stata diversa non avrei mai cercato di sviluppare un progetto di questo tipo. Ne parlavo ieri giusto con Alberto, tra un biscotto e l'altro: ho cominciato a fotografare per lavoro e mai avrei scommesso di diventare fotografa, mi piaceva fotografare ma ero una vera schiappa. Ora, non che le cose siano così migliorate (eheheh), ma dopo diverse esperienze fotografiche posso dire cosa mi piace fare e cosa no: amo le macchine, i motori, le fotografie di azione, ma mai e poi mai (con la timidezza che comunque ho) avrei mai immaginato di trovarmi a fare ritratto. Sì, ritratto ambientato, chiamatelo come volete, ma vi giuro che non era minimamente nei miei piani. E poi incontri professionisti del fumetto che ti aprono le porte di casa come se fossi l'amica lontana: si chiacchiera, ci si confronta, si assimila e si dona qualcosa di sè. Ed è bellissimo.



Mi è venuta in mente una cosa, rivedendo le immagini di ieri, molto semplice e banale: c'è chi non crede in questo progetto e fa di tutto per "demolirmi". Ma c'è anche chi ci ha creduto sin dalle prime parole, e c'è chi ci ha creduto vedendo i primi risultati. Sono assai sicura che c'è anche chi ci crederà, in futuro. Ed è per questo che nonostante le difficoltà vado avanti.

Grazie.

A Stefania, Simon, Mabel, Luca, Giancarlo, Simone, Alberto, Beatrice.

E grazie in anticipo anche ad Andrea Valente, il creatore della "pecora nera", il prossimo ospite di Life in a Sketch.